Le comunità alloggio

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Le comunità alloggio “A. Silvestri”

La Comunità Alloggio è un servizio che accoglie “persone adulte con disabilità prive di nucleo familiare o per le quali sia impossibilitata la permanenza nel nucleo familiare stesso sia temporaneamente che permanentemente” (L.R. 22/02).
La Comunità Alloggio è dunque una struttura residenziale ed educativa, inserita nella rete dei servizi per il territorio dell’A.ULSS 6, che persegue le seguenti finalità:

  • accoglienza e gestione della vita quotidiana, orientata alla tutela della persona, allo sviluppo delle abilità sociali e alla riabilitazione,
  • realizzazione di esperienze di vita autonoma, di pronta accoglienza e/o di accoglienza programmata.

Descrizioni e scopi

Le Comunità Alloggio sono strutture residenziali e si trovano a Vicenza in Viale Trieste 347.
E’ possibile contattare i referenti per le comunità al telefono 0444/507272.
Erogano un servizio continuativo che copre le 24 ore, rivolto a quei disabili gravi e medio gravi a cui le famiglie non possono garantire un assistenza e che quindi delegano a tale struttura la presa in carico del loro congiunto. Le Comunità si possono paragonare ad una famiglia allargata che si prende cura della persona disabile sotto ogni aspetto sia di carattere assistenziale che socio-sanitario rispondendo anche a tutti i bisogni educativi del soggetto.
In particolare, i 16 ospiti delle comunità alloggio della Fondazione sono divisi in due gruppi famiglia per permettere maggiore accuratezza e personalizzazione delle attività e una più efficace collaborazione sia con gli operatori dei laboratori del Centro Diurno, sia con gli enti e altri organi del territorio.
Il servizio offerto dalle comunità alloggio ha finalità educativo – assistenziali e ricreative che vengono perseguite attraverso varie attività dove la persona disabile, sulla base delle proprie caratteristiche fisiche ed esigenze personali, riesce a trovare un ambiente ricco di apporti affettivi e di opportunità di comunicazione e di integrazione sociale. Le comunità presentano uno stile familiare come modello di riferimento e, pur avendo una propria privacy, sono aperte e costantemente in contatto con le realtà esterne.
Tutte le figure operative presenti all’interno delle comunità sono impegnate nella costruzione e nella realizzazione di un progetto educativo-assistenziale specifico per ogni persona, ricercando e valorizzando le singole potenzialità.
In questi ultimi anni alle comunità alloggio si sono avvicinate singole persone che con modalità diverse hanno offerto un loro contributo in qualità di volontari all’interno dei progetti svolti.

Finalità e obiettivi del servizio

Le comunità si configurano come comunità educative ed assistenziali che cercano di dare o restituire al disabile una “normalità di vita” ed un ambiente quotidiano protetto in cui potere esprimere al meglio le proprie potenzialità, usufruendo di professionalità e competenze multidisciplinari che garantiscano un intervento il più possibile integrato con la comunità locale in una logica di Servizi collegati “in rete”.
Le finalità del servizio sono:

  • garantire tutte le funzioni di accoglienza, di sicurezza e di elaborazione delle esperienze sociali, lavorative, affettive, di riposo, di gioco e tempo libero, in base alle peculiarità dei bisogni di ciascun utente, anche attraverso la duttilità strutturale, l’elasticità organizzativa e l’apertura all’esterno;
  • mettere in atto progetti finalizzati a promuovere le abilità residue e funzionali degli ospiti, favorendo le potenzialità esistenti sul piano delle competenze percettivo sensoriali, affettive, di autonomia e soprattutto relazionali, tramite lo sviluppo dei pei (progetti educativi individualizzati) e attività di animazione strutturate in gruppo o sottogruppi;
  • promuovere l’integrazione sociale e culturale degli ospiti nel territorio e nella comunità locale: esse si pongono come luogo di riferimento e di sicurezza per l’esperienza sociale dei suoi ospiti, anche in riferimento ai positivi legami ed affetti con i familiari e con gli altri soggetti sociali del territorio;
  • garantire un ambiente di vita accogliente attraverso la condivisione delle conduzione della casa, la personalizzazione degli spazi, la condivisione delle scelte e delle strategie, uno stile familiare del vivere insieme.

Principi generali di riferimento

Nel suo lavoro quotidiano le comunità alloggio traggono ispirazione da alcuni principi fondamentali quali:

EGUAGLIANZA
Accesso al servizio senza nessuna discriminazione, ossia abbattimento delle barriere culturali e garanzia di informazioni chiare sul servizio;
IMPARZIALITÀ
Informazioni chiare su regole e procedure e imparzialità nella selezione degli accessi;
CONTINUITÀ
le comunità garantiscono la stabilità delle figure educative ed operative, particolare punto di forza di questo servizio è la presenza di un’équipe molto stabile ed affiatata;
DIRITTO DI SCELTA
si tiene conto delle diverse esigenze dell’utenza, dell’ente Committente e delle famiglie, garantendo la flessibilità organizzativa;
PARTECIPAZIONE
Favorire l’informazione e il concorso alle fasi di programmazione e verifica, disponibilità nell’accogliere eventuali reclami; coinvolgimento nella rendicontazione sociale e promozione di momenti di discussione e formazione;
EFFICACIA / EFFICIENZA
Assicurare un’organizzazione che garantisca il raggiungimento degli obiettivi del servizio, il monitoraggio delle attività e della progettualità rispetto ogni singolo utente, la formazione periodica dell’équipe.

Modalità di accesso e partecipazione alla spesa

L’accesso ai servizi è di competenza dell’ULSS che provvede attraverso una commissione (UVMD = Unità Valutativa Multi-Dimensionale), composta dal responsabile del distretto, dall’assistente sociale, dal medico di base e da tutte le figure che quotidianamente lavorano con e per la persona disabile.

La UVMD definisce il programma individualizzato del percorso di vita e dei successivi interventi, le modalità di realizzazione e le relative verifiche.
Gli ospiti versano alla Fondazione il 100% dei redditi personali che questa, a sua volta, versa all’ULSS di appartenenza.

Orario Giornaliero e Calendario di apertura

Le comunità alloggio erogano il servizio 24 ore su 24 per tutto l’anno.

Per comunicare con le comunità alloggio il telefono è lo 0444/507272 ed i referenti sono a disposizione su appuntamento.

Trasporti

Le comunità dispongono dei seguenti mezzi:

  • 2 pulmini da 9 posti l’uno
  • 1 pulmino attrezzato per il trasporto di carrozzine da 7 posti
  • 1 pulmino attrezzato per il trasporto di carrozzine da 8-9 posti
  • 1 mezzo attrezzato per il trasporto di carrozzine da 4 posti
  • 2 auto

Tali mezzi vengono abitualmente utilizzati per il trasporto necessario alle varie attività esterne e per il trasporto degli utenti alle visite mediche.

Mensa

Nelle comunità alloggio è presente una cuoca che provvede alla preparazione dei pasti. Nei giorni in cui gli ospiti della comunità non sono al Centro Educativo Diurno il pranzo si consuma alle ore 12.30, mentre la cena alle ore 19.00. Con il medico viene stabilito il menù da seguire, in modo da rispettare la dieta personalizzata di ogni disabile.

Risorse strutturali

Le comunità alloggio sono situate in un edificio di 3 piani per un totale di mq 545 con ascensore, dotato di uno spazio esterno di mq 800.
Sono dotate di magazzini e lavanderia, cucina, un ampio salone e un’ampia sala da pranzo, di 7 camere doppie e 5 singole e di 10 bagni di cui 5 attrezzati per persone disabili.

Risorse gestionali

Le finalità e le modalità del servizio nelle comunità sono stabilite e verificate dalla Fondazione stessa, mentre la gestione diretta del servizio è a cura della cooperativa.

Alle comunità è operativa un’equipe di lavoro capace di offrire una risposta primaria e globale ai bisogni dell’utenza con una forte attenzione alle diversità di ogni singolo utente nel tipo di aiuto richiesto. Professionalità e competenze multidisciplinari impegnati in un lavoro di equipe con una costante supervisione.

Il personale previsto è composto da:

  • educatore professionale, coordinatore del servizio
  • operatori socio sanitari addetti all’assistenza nella misura indicata dalle legge regionale in relazione al numero di utenti presenti
  • personale ausiliario con funzioni di pulizia e lavanderia
  • cuoca
  • infermiere professionale

La presenza degli operatori nella comunità è tale da rispettare la normativa vigente, è altresì flessibile per rispondere alle esigenze degli utenti.

Metodologia di lavoro

Il gruppo lavora con metodologia e scelte d’equipe e viene coinvolto interamente nella programmazione del servizio, nella progettazione educativa e nella gestione della casa, pur nella diversità dei ruoli.
L’intervento proposto è di tipo multifattoriale (riabilitativo, educativo, assistenziale) e consiste nella presa in carico totale del disabile.
Requisito essenziale del nostro approccio metodologico è la visione della disabilità, che parte da una considerazione della persona nella totalità del suo essere fisico, psichico, affettivo e sociale, portatrice di proprie motivazioni, volontà e desideri. La persona, per quanto “diversamente abile” ha un ruolo competente e attivo nel cambiamento e nella ricerca di strategie che mirano al conseguimento di un maggior livello di autonomia e quindi di qualità di vita.

A partire da tale impostazione che, quindi, prevede una considerazione e una presa in carico “globale” della persona, il lavoro quotidiano degli operatori/educatori è articolato attorno ad alcuni elementi fondamentali:

  • Il sostegno che può essere:
    1. sostegno emotivo e psicologico, favorendo l’accettazione della propria diversa abilità e aiutando l’utente a reagire in maniera positiva alle sollecitazioni e ai cambiamenti, rinforzandone i comportamenti e gli atteggiamenti di crescita;
    2. sostegno alle abilità per l’apprendimento e/o il mantenimento di funzionalità e competenze;
    3. sostegno tangibile, costituendo una risorsa in termini di aiuto pratico (cura di sé, utilizzo del bagno, alimentazione, cura degli spazi, trasporto);
  • la relazione d’aiuto, atteggiamento empatico fondamentale per l’operatore nella relazione con l’utente, un utente che è soggetto attivo e competente, capace, se sollecitato in maniera adeguata, di determinare i propri comportamenti.
    Il lavoro per progetti. L’équipe lavora con lo strumento della progettazione su tre livelli:

    1. definizione della progettazione annuale relativa all’organizzazione della struttura,
    2. sviluppo del progetto educativo individualizzato (pei) per ogni utente inserito nel servizio, sia residenziale che in inserimenti programmati
    3. elaborazione e programmazione delle attività animative che coinvolgono l’intero gruppo o sottogruppi di utenti.

    In particolare il progetto educativo individualizzato, elaborato in équipe, segue le seguenti fasi di definizione:

    • un iniziale periodo di osservazione dell’utente, durante il quale verranno raccolte informazioni utili sulle caratteristiche personali, il quadro diagnostico, le abilità residue, potenzialità e bisogni della persona disabile. Inoltre, verranno valutati i problemi, le possibilità e disponibilità del contesto familiare, territoriale e sociale in cui hanno radici e trovano collocazione gli utenti della comunità.
    • Da questa griglia di osservazione l’équipe definisce gli obiettivi specifici e un percorso mirato di interventi, con metodologie e modalità operative, schede di rilevazione, ed indicatori misurabili di verifica, tempi e strumenti.
    • L’equipe, in accordo con l’ente Committente, elabora un programma che ha le caratteristiche della duttilità e della dinamicità in funzione del mutare delle situazioni individuali e delle circostanze connesse alla vita della Comunità.

Attività animative e laboratori

Le comunità alloggio, attraverso i “gruppi famiglia”, svolgono attività con lo scopo di:

  • coinvolgere i disabili in tutti i momenti della vita di comunità;
  • offrire loro assistenza permanente, con particolare attenzione al momento del bisogno psichico e fisico;
  • favorirne l’inserimento in attività riabilitative socio/occupazionali;
  • favorire i contatti sociali dei disabili con il mondo esterno;
  • favorire le relazioni con i parenti dei disabili;
  • favorire la partecipazione dei disabili ai soggiorni climatici ed alle attività del tempo libero.

Le attività consistono in:

Interventi sulla quotidianità
vi sono una serie di azioni educative volte a sostenere gli utenti nella cura di sé (vestiario, igiene personale, ecc.), nei rapporti che essi intrattengono o possono intrattenere con il mondo esterno, in particolare gli amici, i familiari.
I disabili sono anche stimolati alla rielaborazione e all’espressione corretta dei propri bisogni, desideri e vissuti, il rispetto di semplici regole di comunicazione di gruppo, il miglioramento delle modalità di intenzionalità comunicativa.
Attività di cura
nelle comunità una volta la settimana è presente il medico di base per verificare lo stato di salute dei disabili e per prescrivere le ricette necessarie. Inoltre per 10 ore la settimana è presente un infermiera.
Gite, cinema, teatro
sono attività volte a favorire la socializzazione e l’integrazione, oltre a far emergere sentimenti, emozioni, ricordi e sogni.
Uscite a pranzo
una volta la settimana alcuni disabili escono a pranzare in un ristorante/pizzeria della zona.
L’incontro d’équipe
è il luogo principale dove avviene lo scambio di informazioni sulla vita del gruppo alla luce di quanto è successo. E’ il momento in cui ogni operatore può esprimere il suo stato d’animo rispetto alla relazione con i disabili e ciò viene utilizzato come strumento per individuare le eventuali correzioni da apportare all’approccio e al lavoro quotidiano con i disabili. L’incontro rappresenta anche un’occasione per discutere l’organizzazione della comunità e apportare eventuali modifiche o correzioni.
Il rapporto con la famiglia di origine
fondamentale è il rapporto con le famiglie di origine o con chi ne fa le veci, che deve essere curato e valorizzato, con la convinzione che ogni disabile deve elaborare, mantenere e integrare dentro di sé la propria storia e il proprio vissuto.
Attività espressive
lettura del giornale, visione di videocassette, decorazioni: sono attività che mirano al mantenimento e al miglioramento di abilità manuali, alla stimolazione della creatività, a favorire adeguate abilità di comunicazione e socializzazione con la consapevolezza della bellezza dello stare insieme.

Assistenza sanitaria

Le comunità prevedono personale infermieristico e medico (quest’ultimo presente una volta alla settimana) che gestisce, in accordo con la famiglia, il carico sanitario degli utenti residenti presso le comunità.
Il servizio garantisce la somministrazione di farmaci (per via orale, rettale e cutanea), l’esecuzione di semplici medicazioni, l’accompagnamento alle visite mediche (e prenotazione secondo calendario annuale delle visite previste di routine), nonché la prenotazione e l’accompagnamento a visite specialistiche, a seconda delle esigenze individuali, istituendo per ogni utente residenziale apposita cartella sanitaria, dove vengono documentate non solo gli esiti degli esami, ma anche le risposte dei medici alle visite ed i farmaci somministrati.

Reclami e consigli

Per rimuovere eventuali disservizi che limitano la possibilità di fruire del servizio o che violano i principi e gli standard enunciati nella presente carta del servizio il personale si impegna a rispondere ad ogni reclamo.

I reclami che riguardano la violazione di quanto enunciato sopra devono essere espressi in forma scritta e devono contenere generalità, indirizzo e reperibilità del proponente; possono essere inoltrati nel rispetto delle seguenti modalità:

  1. compilazione dell’apposito modulo
  2. consegna del modulo all’interno dell’apposita cassetta per la raccolta dei reclami presente presso ogni servizio

La cassetta per la raccolta dei reclami viene svuotata periodicamente con cadenza bisettimanale.
Entro 45 giorni dal ricevimento del reclamo il personale si impegna a verificarne il contenuto ed a fornire risposta esclusivamente nei casi in cui sono chiaramente indicati:

  1. riferimenti del proponente: cognome, nome, luogo e data di nascita, qualità (utente, genitore, familiare, ecc)
  2. oggetto del reclamo
  3. fatti accaduti corredati di riferimenti spazio temporali
  4. data e firma del proponente

Non saranno giudicati validi i reclami presentati in forma anonima in quanto non verificabili e non suscettibili di risposta.

Inoltre, per quanto riguarda problematiche più specifiche degli utenti e l’andamento generale della struttura, il riferimento Fondazione Ferruccio Poli per i famigliari è sempre il Direttore.

Valutazione del servizio

Consapevoli che migliorare la qualità del servizio significa renderlo conforme alle aspettative degli utenti, Codess Sociale effettua sondaggi per conoscere come gli stessi giudicano il servizio. A tale scopo viene fatta una rilevazione annuale mediante questionari opportunamente tarati, rivolti agli enti committenti e al personale. I dati raccolti vengono elaborati ed analizzati e viene redatta una relazione analitica per formulare le conseguenti proposte di intervento.
Allo stesso modo Fondazione Ferruccio Poli Onlus distribuisce un questionario alle famiglie.