La storia di Anffas

(Il prof. Ferruccio Poli, fondatore di Anffas nel 1964)

La nascita dell’associazione

La Sezione di Vicenza dell’Anffas nasce nel 1964, grazie l’iniziativa di un genitore di un bambino di 7 anni con grave disabilità intellettiva, che, trovando ingiusto che il figlio, anno dopo anno, perdesse le opportunità riservate agli altri bambini, decide di creare autonomamente una rete di familiari per dare vita ad un’associazione. Le delusioni non mancano ed è molto difficile scardinare modelli culturali imposti dalla società: molti genitori infatti, spesso su consiglio dei medici o delle “autorità pubbliche”, accettano di nascondere la loro “vergogna” rinchiudendo il proprio figlio disabile in strutture di “pubblica carità” più o meno idonee e non ne vogliono neppure parlare; tanto meno agire. Ma alla fine, i genitori, uno dopo l’altro, arrivano e fondano la Sezione Anffas di Vicenza; il significato dell’acronimo era allora: Associazione Nazionale Famiglie Fanciulli Subnormali.

L’integrazione scolastica

Una delle prima battaglie di Anffas riguarda l’inserimento dei bambini disabili nelle strutture scolastiche: la scuola è un diritto ed un dovere per tutti i cittadini italiani, a prescindere dal censo e dalle condizioni di salute di ciascuno.
Il percorso di accoglienza è difficile e lungo: nel corso degli anni si passa dalle classi speciali all’integrazione scolastica.
Ma la lotta, perché di vera lotta si tratta, per la tutela dei diritti delle persone svantaggiate è solo agli inizi: ci si deve confrontare con i problemi di formazione degli insegnanti, di sensibilizzazione della cittadinanza e delle istituzioni, di ricerca di risorse per realizzare i servizi necessari.

I percorsi di formazione professionale e nascita del Centro Anffas di Lisiera

Cosa sarebbe accaduto a questi ragazzi una volta terminato il periodo scolastico? Questa è la seconda grande sfida, che i familiari di Anffas si trovano a intraprendere. L’idea è quella che anche per i ragazzi con disabilità ci siano possibilità di recupero o di sviluppo di capacità manuali idonee e che possano pertanto accedere a percorsi di formazione professionale.
Mancano finanziamenti e una sede per svolgere le attività. I primi arrivano dalla Regione, dopo pervicace insistenza e numerosi tentativi; la seconda da un fabbricato di proprietà della Diocesi di Vicenza non utilizzato, a Lisiera di Bolzano Vicentino.
L’Amministrazione provinciale acquisisce lo stabile e lo dà in uso alla Sezione Anffas di Vicenza: nasce così, nel 1970, il Centro Anffas di Lisiera.
Viene trovato personale idoneo ad insegnare ai ragazzi alcuni “mestieri” e partono i primi corsi, anche con la partecipazione diretta di alcuni genitori che si impegnano quotidianamente ad assistere i propri figli e quelli altrui.
L’esperienza è positiva e consente ad un numero sempre maggiore di disabili intellettivi di avere, sia pure nei limiti delle proprie possibilità, una vita esterna alla famiglia come ogni ragazzo della loro età.
Negli anni ’70, l’Anffas di Vicenza amplia il suo raggio d’azione a tutta la provincia ed in particolare a Valdagno e Bassano del Grappa.
Successivamente le delegazioni di Bassano e di Valdagno diventano esse stesse Sezioni Anffas autonome, seguite, qualche anno più tardi da Lonigo: anche anche qui viene realizzato un centro occupazionale.
Nel frattempo nel Vicentino sorgono, sulla strada tracciata da quei primi genitori pionieri, altre Associazioni di famiglie di disabili, altri centri ed altre Cooperative sociali.

Il “dopo di noi”

La famiglie iniziano a pensare al futuro: cosa sarebbe avvenuto una volta che le forze dei genitori fossero scemate o quando essi non ci sarebbero più stati?
Il “dopo di noi” diviene uno slogan dell’Associazione, tanto che anche oggi più che una frase è diventato un concetto: il principe dei problemi per tutte le famiglie dei disabili intellettivi.
Negli anni ’80, la Sezione di Vicenza dell’Anffas riceve un lascito testamentario importante: alcuni appartamenti siti in viale Trieste e una somma di denaro. Il lascito, unito alla collaborazione con alcune Suore, che mettono a disposizione un appartamento in contrà Burci, permette di realizzare la prima casa-famiglia che ospita 6 ragazzi.
Nel frattempo l’Anffas è costretta ad una lunga ricerca di fondi per ristrutturare il fabbricato di viale Trieste.
Verso la fine degli anni ’90, senza avere tutte le risorse economiche necessarie, si decide di partire con i lavori e di chiedere il contributo, poi parzialmente concesso, alla Regione Veneto e alla Fondazione della Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno ed Ancona.
Nel 2000 viene inaugurata la nuova Comunità Alloggio di viale Trieste a Vicenza per i ragazzi (oggi sono 14) che non hanno più la loro famiglia.

Anfass oggi

Oggi, dopo 50 anni di storia, Anffas opera ogni giorno, ricordando ogni singola battaglia portata avanti da quei genitori pionieri, che decisero di non accettare la disabilità dei loro figli come una punizione o come un’onta familiare, ma di trasformarla in un’occasione di miglioramento e nell’opportunità di agire per promuovere i diritti dei più indifesi.
Ricordare il passato permette ai familiari di oggi di lottare con la stessa determinazione che ebbero i loro predecessori.